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falcediluna

60 mesi fa

Lacrime... Rossovermiglio
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"...tutte le lacrime...che non possono solcarti le guance se ne vanno da un' altra parte, scavano dentro, sotterranee come certi fiumi, anzi, incanalate così hanno una forza e una violenza che brucia e corrode, consuma il cuore e allappa il cervello come i cachi acerbi..."
Secondo me questa è la frase più incisiva del romanzo Rossovermiglio, premio Campiello 2008, nonostante le bellissime immagini di una Torino fine anni '20 e delle stupende colline del Chianti.
Mi riportano a tutte le volte che un dolore inespresso è divenuto insostenibile e lacerante.
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rooberto

  58 mesi fa
E già , è proprio vero purtroppo; meglio sfogarsi, magari di nascosto e lasciarle scorrere sul viso. Poi ci si sente un pò meglio e quasi alleggeriti. 04/05 op.120
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musicista

  59 mesi fa
Ho letto questo romanzo, mi è piaciuto, soprattutto nelle pagine in cui la protagonista decide di ritirarsi nella campagna senese. E' un romanzo senza grandissimi momenti di pathos, ma comunque piacevole. Di questa frase che riporti ritengo sia estremamente reale l'immagine dei cachi acerbi assimilati alla forza distruttiva delle lacrime non piante. Mi sono capitate entrambe le cose: mangiare cachi acerbi e non riuscire a piangere. Non saprei dire nulla di meglio della scrittrice. Non saprei trovare parole migliori per esprimere il peso sul cuore di tutte le lacrime non piante.
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chiccoaderik

  59 mesi fa
bellissime parole. Fanno riflettere. Molto molto commoventi. Ma quante lacrime davvero versiamo per tantissimi motivi
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fiorefri

  59 mesi fa
grazie di aver condiviso questo pensiero . . . . .
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cityman1

  59 mesi fa
ti aspetto da me . . a presto . o p n 1 0 8
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sabinolo

  59 mesi fa
Bella la scena e mi fa un pò emozionare, perchè l'ho inserita in un video pubblicato da me
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fiorella lanata

  59 mesi fa
Sì e fa male da morire. In raltà bisognerebbe sfogarlo magari dando una padellata in testa a chi ce l'ha provocato, ma si lascia correre, si cerca di sopravvivere. Non so a te, ma i miei tanti dolori rimangono lì, la sofferenza del trapasso dei miei genitori, di mio fratello sono lì. La mia delusione, più cocente l'ultima non tanto perchè più recente, ma perchè sono stata tradita nel profondo, inaspettatamente, nel momento che io avevo speso tutto di me stessa e che credevo in quel rapporto, avrei preferito un tradimento fisico, lo avrei compreso, ma quello morale dopo che ti sei messa in gioco completamente per ricoprire il ruolo di compagna di vita a 50 anni è molto, molto amaro e indigeribile.
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iociprovo34

  59 mesi fa
Premio Campiello 2008. La protagonista del romanzo è una giovane donna appassionata e ribelle, ma è cresciuta in una famiglia - e in un ambiente - dove l'eleganza, la compostezza, la sobrietà e il rigore sono più che dei valori, sono l'unica forma di vita concepibile. Appena ventenne, accetta dunque un matrimonio combinato per lei dal padre. Non sarà una scelta felice, probabilmente anche perché il destino ha messo sulla sua strada l'affascinante ed enigmatico Trott, che nell'arco di un decennio, con tre impreviste apparizioni, comprometterà definitivamente il precario equilibrio del suo matrimonio. La protagonista incarna infatti un momento di trasformazione di un'intera società: troppo moderna per adattarsi docilmente a proseguire nel solco tracciato dalle altre donne di famiglia e al tempo stesso ancora troppo fragile, e soprattutto troppo poco abituata a dare ascolto ai sentimenti e alle emozioni, per vivere la propria ribellione sino alle estreme conseguenze. Ma è come se Trott l'avesse risvegliata da un incantesimo e fin dal primo incontro avesse innescato in lei un processo di cambiamento che non può più essere arrestato. Da qui la scelta di trasferirsi da sola nella campagna senese, a San Biagio, abbandonando una città, Torino, che sta rapidamente cambiando sotto l'impulso della nascente industria, e un marito che ha sempre sentito estraneo e che la tradisce sfacciatamente.
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MariucciaEr

  59 mesi fa
NON VERGOGNAMOCI DI PIANGERE!
Non vergognamoci di piangere!
Di far scendere una lacrima sul viso arido e truccato di ogni sorta di orgoglio. Io non piango. Io sono un uomo! Io sono una donna! Io sono forte! Balle.
Proprio perchè siamo deboli quella lacrima non riesce a formarsi ed uscire da quell'occhio che non guarda più oltre l'emozione. Il pianto è l'unico ponte tra l'emozione e la pace interiore, tra la disperazione e la speranza.
Non vergognamoci di piangere!
Di versare quella lacrima intrisa di dolore e tormento di paura e illusione, di gioie vissute e sguardi fugaci. Le lacrime sono lo sciogliersi del ghiaccio dell'anima!
Si piange per un ricordo o per aver dimenticato, si piange per una parola non detta o per una detta di troppo. Si piange per un tramonto, per il quale ringrazi di esistere, per un alba, che attendi la notte o cerchi di corrergli incontro. Si piange per l'ultima pagina di un libro che non vorresti più chiudere, o per un film che ti ha svelato chi sei.
Si piange per un dipinto che non puoi rubare, perché l'arte non si compra ne si ruba, si possiede. Si piange per un sipario che si è chiuso sul teatro della tua vita, nell'attesa di riaprirsi per gli applausi finali.
Non vergognamoci di piangere!
0 commenti

ANTONIO777

  59 mesi fa
bella . . . . . . . . .
0 commenti

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