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Morgan765

  1 mese/i fa

La favola (vera) di Fefè ;)
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Quando alla sua nascita il destino aveva mescolato le carte, quelle che gli erano toccate in sorte non lasciavano presagire nulla di buono. E infatti. "Come sono finito in questo posto, perché sono qui, qualcuno mi dice qualcosa? Ho paura, voglio andare a casa! Signore, ehi, signore, mi sente? Dove siamo? E quando torno a casa mia?"
L'uomo finì di visitarlo, gli fece una carezza sulla testa, girò i tacchi e se ne andò, lasciandolo solo.
Lo sentì borbottare prima e urlare poi, attraverso la porta socchiusa; "Non ha meno di 15, 16 anni, Cristo santo, 16 anni!! Ci vede pochissimo!! E questa bestia che fa?? Lo scarica in autostrada, in autostrada ce ne rendiamo conto?! Ne ho le palle piene di questa gente, non ne posso più!!"
"Non lo chiami bestia, dottò" gli rispose un'altra voce maschile.
"Le bestie queste cose non le fanno, non lo chiami bestia, che manca di rispetto alle bestie. Vada a casa, dottò, ci penso io a lui".
Lui li sentiva parlare, e si sforzava di non aver paura e di capirci qualcosa. Si ricordava di essere salito in macchina e di essere molto felice, aveva pensato "facciamo una bella passeggiata? Eccomi, sono pronto!", poi però non aveva visto altro che una lunga striscia grigia, e ombre che sfrecciavano su e giù e si era chiesto dove mai fosse il prato, o il bosco...sì, insomma, il bel posto pieno di verde dove s'era immaginato di andare. Non a correre perché a dire il vero l'età si faceva sentire, e gli mancava il fiato e gli si stancavano le zampe; ma una passeggiata in mezzo alla natura - annusare l'erba, immaginare gli alberi - la si poteva fare anche con calma, senza correre. Non vedeva più bene, ma gli alberi se li ricordava, li aveva sempre amati, alti, possenti, con i loro rami protesi verso il cielo; li distingueva appena ormai, ma era sicuro che lì dov'erano adesso di alberi nemmeno l'ombra.
Ragion per cui, quando la macchina si fermò all'improvviso in quel caos di grigio e rumore restò un po' così, ma non ebbe il tempo di riflettere a lungo: sentì prima il rumore della portiera che si apriva e poi una mano che lo spinse giù senza tanti complimenti. Quando si riebbe dallo spavento la macchina era ormai un puntino lontano. Andata, sparita, via.
Sulle prime pensò a un brutto scherzo, poi a un contrattempo, certo, era successo senz'altro qualcosa che lui non sapeva e sicuramente il suo padrone sarebbe tornato presto a prenderlo, così si accucciò lì dov'era rimbalzato e si mise ad aspettare.
Chi lo avvicinò con le lacrime agli occhi dopo poco fu invece una donna, una brava donna che viaggiava sulla stessa strada e aveva visto la scena; lo accarezzò, gli mormorò dolci parole all'orecchio e poi prese il telefono e chiamò rinforzi. Arrivarono degli uomini in uniforme che lo portarono via.
E adesso se ne stava lì, e aveva paura, e si sentiva gelare, un gelo che nessuna coperta poteva vincere perché nasceva dal cuore.
"Signore? Signore? C'è qualcuno? Che si fa, allora, vado a casa?" provò ad abbaiare di nuovo. La porta si aprì, un uomo gli si avvicinò, lo accarezzò, riempì una ciotola, e iniziò a parlare.
"Cerca di mangiare qualcosa, dovrai stare con noi per un po' e per te con gli altri cani non sarà facile, visto che sei un vecchietto quasi cieco. Dovrai tirare fuori tutto il tuo coraggio, noi ce la metteremo tutta per trovarti una nuova famiglia. Io credo nei miracoli, e tu?"
"Non lo so...dove siamo, quali cani, cos'è un miracolo, signore?" abbaiò lui, che trovava conforto nella voce gentile dell'uomo.
"Siamo in canile, figliolo, un posto pieno di cani. E un miracolo...come te lo spiego...è quando non hai più speranza e poi succede qualcosa di bello, ma bello come non avresti mai immaginato, ecco. Non tornerai a casa, ti hanno scaricato come una vecchia ciabatta e tu meriti di meglio; ne avrai una più bella e sarai amato come mai in vita tua. Sei mai salito su un divano? Non sappiamo nulla di te, ma una vocina mi sussurra che non hai avuto grandi cose dalla vita. Rimedieremo in qualche modo, vedrai".
"Volevo bene al mio padrone, signore. Dove ho sbagliato?"
"Non sei tu ad aver sbagliato. Un bel divano morbido e tante coccole saranno il tuo miracolo, fidati di me che me ne intendo".
"Non sono mai stato in un posto come questo, con tanti altri cani, ho paura, signore".
"Lo so, figliolo, lo so. Ci penseremo poi, ora mangia".
L'uomo gli dette un bacio in fronte e gli sistemò la coperta, e il vecchio cane seppe di aver trovato un amico. Lo avrebbe aiutato a resistere in attesa del miracolo che forse sarebbe arrivato anche per lui. L'importante è che io non sia solo, si disse, e all'improvviso non sentì più freddo.
___________________

Fosco è l'uomo che ha fatto sì che il miracolo avvenisse adottando il vecchio segugio cieco, che oggi si chiama Fefè. Scaricato in autostrada lo scorso settembre fra Pescara e Roma, è stato soccorso da una signora che ha visto la scena ed ha chiamato i vigili. Portato al canile sanitario di Sante Marie, L'Aquila, il suo soggiorno è stato per fortuna breve, Fosco ha deciso di donargli una vecchiaia serena e Fefè ha conosciuto un comodo divano.
Buona vita, anime belle.
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macheroba

  1 mese/i fa
Grazie a Fosco, da parte anche di tutti i nostri amici cagnolini trovatelli
0 commenti

GEIM

  1 mese/i fa
Storia meravigliosa, grazie!!!
1 commenti

provaciancorasam

  1 mese/i fa
Buona vita.. grazie di aver condiviso
1 commenti

pottini

  1 mese/i fa
Storia veramente emozionante, mi ha fatto ripensare a Pallina, cagnolina gettata da un'auto in corsa e raccolta da mia sorella che l'aveva portata a casa.
Era denutrita,terrorizzata,ammalata e chissà quante violenze aveva subito.
Con tutto l'amore dei miei genitori si era ripresa,sempre timorosa,ma nella sua nuova vita l'aspettavano tante coccole, buon cibo fino alla fine dei suoi giorni, a casa,in vecchiaia.
Anche Fefè con Fosco riceverà l'amore che merita e questo mi rende serena.
Grazie per il post, veramente emozionante.
1 commenti

Ettorino

  1 mese/i fa
Buona notte
1 commenti

Theraxxx

  1 mese/i fa
Ehm.... E tu Morgan, invece, sei capace di emozionare con i tuoi racconti di vita vissuta con protagonisti gli amici a quattro zampe e anime pie e belle come la tua.... Sono rientrata da poco da lavoro e sono reduce da una giornata lunghissima e impegnativa.... Prima di leggere questa bella e reale storia ero davvero stanca.... ma se ti dicessi che dopo averla letta (tutta d' un fiato, temendo il finale) mi son svegliata e non ho nemmeno più sonno... : )).... Grazie per la condivisione, buona notte... Buon riposo, ciao : )
2 commenti

C5399774m

  1 mese/i fa
È una storia triste con un lieto fine. Concordo le "bestie" sono coloro che abbandonano i loro amici fedeli quando si sono stancati di loro o quando hanno bisogno di attenzioni particolari. Fortuna che non si è tutti uguali. Buona serata
1 commenti

D a n y

  1 mese/i fa
non capisco e non li capirò mai quelli che abbandonano gli animali! si sa che sono un impegno e molto molto importante! quindi continuo a dire sono un impegno sono un costo NON prendeteli se dovete fare loro del male! lasciateli dove sono! non riuscirei mai ad abbandonare le mie pantere!! piuttosto abbandono un umano!!
ciao buona serata
1 commenti

gra.drag

  1 mese/i fa
E' un racconto che mi ha emozionato riga dopo riga in modo crescente, sono arrivata alla fine trattenendo quasi il respiro, perchè speravo nell'happy end, per quanto non sempre le azioni umane siano generose verso gli animali e la realtà sia spesso testimone di crudeltà inaccettabili. Sono felice per Fefè e Fosco, che sapranno dare l'uno all'altro conforto e sostegno, ma soprattutto amore, puro e incondizionato. Una carezza speciale a Fefè. Buona serata :)
2 commenti

Nancy1760

  1 mese/i fa
Bellissima storia.... meno male che esistono ancora persone di buon cuore.... buona serata:)
1 commenti
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