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A_good_witch

  5 mesi fa

Il trattato inedito di Dale Carnegie feat. Strega Buona “Come affrontare la critica” - il seguel
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Facendo riferimento all’argomento di ieri, stavo pensando che non sia mai stato più facile, di quanto lo è attualmente, imparare l’arte di affrontare la critrica e non restarci male a lungo termine. Nei nostri tempi, quando tante persone si mettono in gioco e si espongono sui social media, le guerre grandi, le microguerre e i battibecchi vari si svolgono davanti ai nostri occhi, e del materiale da studiare ce n’è.

Chiunque decidesse di mettersi alla prova e fare o dire qualcosa che sarà esposto al giudizio (perchè il giudizio ci sarà) del pubblico, piccolo o grande che sia, farebbe meglio a capire subito che la permalosità e un ego fragile non siano dei compagni affidabili e sicuri in questa esperienza. Se vogliamo mantenere il nostro orgoglio intatto e accarezzarlo e cullarlo come se fosse il fondamento del nostro benessere e della nostra stabiltà mentale, allora non facciamo niente, non diciamo niente, siamo niente. Anche questo, perchè no, può essere un modo apparentemente tranquillo di starci al mondo, ognuno sceglie per sè come vivere.

Ma se la paura di fallire, di essere criticati, giudicati e addirittura derisi non ci ferma dal voler tentare di realizzare qualsiasi cosa di cui sogniamo o chi ci sta più al cuore, dobbiamo essere pronti a navigare nelle acque agitate. La critica ci sarà, a volte faceta, a volte gentilmente suggerita come un consiglio bonario, a volte spietata e all’apparenza ingiusta, a volte ci saranno delle cattiverie gratuite. Insomma, in qualsiasi forma si presenterà dobbiamo saper affrontarla e gestirla, spietatamente impassibili e sereni. In fin dei conti, tra tutti i possibili scenari, la critica più crudele ci farà sia affondare, sia andare avanti, apportando le modifiche necessarie al nostro modo di fare.

Il desiderio di ricevere solo lodi e le conferme esterne delle nostre idee e comportamenti, per quando siano piacevoli al momento, rischia tuttavia di gettarci nella stagnazione e frenare, se non del tutto fermare, la nostra crescita. Perciò si ricalibra il proprio ego, le proprie aspettative, si arma dell’atteggiamento ironico, si impara strada facendo a separare il grano dal loglio, a riconoscere l’elogio mascherato da rimprovero, se è il caso, ad avere abbastanza umilità di trovare uno spunto per automiglioramento anche nelle valutazioni più feroci del nostro operato, a in tutto questo, a rimanere “leggeri come l’uccello e non come la piuma”. ( Paul Valéry ).
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JONDOE69XX

  5 mesi fa
leggero come l'uccello mi piace molto
grazie prof
ho già resettato baci
1 commenti

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