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A_good_witch

  1 mese/i fa

Il trattato inedito di Dale Carnegie feat. Strega Buona “Come affrontare la critica” - il seguel
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Facendo riferimento all’argomento di ieri, stavo pensando che non sia mai stato più facile, di quanto lo è attualmente, imparare l’arte di affrontare la critrica e non restarci male a lungo termine. Nei nostri tempi, quando tante persone si mettono in gioco e si espongono sui social media, le guerre grandi, le microguerre e i battibecchi vari si svolgono davanti ai nostri occhi, e del materiale da studiare ce n’è.

Chiunque decidesse di mettersi alla prova e fare o dire qualcosa che sarà esposto al giudizio (perchè il giudizio ci sarà) del pubblico, piccolo o grande che sia, farebbe meglio a capire subito che la permalosità e un ego fragile non siano dei compagni affidabili e sicuri in questa esperienza. Se vogliamo mantenere il nostro orgoglio intatto e accarezzarlo e cullarlo come se fosse il fondamento del nostro benessere e della nostra stabiltà mentale, allora non facciamo niente, non diciamo niente, siamo niente. Anche questo, perchè no, può essere un modo apparentemente tranquillo di starci al mondo, ognuno sceglie per sè come vivere.

Ma se la paura di fallire, di essere criticati, giudicati e addirittura derisi non ci ferma dal voler tentare di realizzare qualsiasi cosa di cui sogniamo o chi ci sta più al cuore, dobbiamo essere pronti a navigare nelle acque agitate. La critica ci sarà, a volte faceta, a volte gentilmente suggerita come un consiglio bonario, a volte spietata e all’apparenza ingiusta, a volte ci saranno delle cattiverie gratuite. Insomma, in qualsiasi forma si presenterà dobbiamo saper affrontarla e gestirla, spietatamente impassibili e sereni. In fin dei conti, tra tutti i possibili scenari, la critica più crudele ci farà sia affondare, sia andare avanti, apportando le modifiche necessarie al nostro modo di fare.

Il desiderio di ricevere solo lodi e le conferme esterne delle nostre idee e comportamenti, per quando siano piacevoli al momento, rischia tuttavia di gettarci nella stagnazione e frenare, se non del tutto fermare, la nostra crescita. Perciò si ricalibra il proprio ego, le proprie aspettative, si arma dell’atteggiamento ironico, si impara strada facendo a separare il grano dal loglio, a riconoscere l’elogio mascherato da rimprovero, se è il caso, ad avere abbastanza umilità di trovare uno spunto per automiglioramento anche nelle valutazioni più feroci del nostro operato, a in tutto questo, a rimanere “leggeri come l’uccello e non come la piuma”. ( Paul Valéry ).
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sisì

  1 mese/i fa
Credo che vadano fatte delle distinzioni e forse è proprio quello che dovremmo imparare a gestire meglio, il nostro sbaglio, o almeno per me è così, è che quando ci si trova a discutere su opinioni diverse e ovviamente ognuno pretende la propria ragione, si devia il discorso con critiche o peggio offese, sulla persona non più su quella determinata discussione, questo io lo trovo inaccettabile perchè è impossibile che tutti siano accondiscendenti non può essere, e allora è utile farsene una ragione senza scendere a ferire la persona, magari la stessa persona ha altri mille interessi che possono piacere e condividere ma ahimè la si mette da parte con critica negativa per un'idea diversa dalla propria! Ciao buona serata:)
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dani.lu.

  1 mese/i fa
La pappardella ieri e oggi,cominciamo col dire che uno in particolare entra il.sabato e la domenica,amicone di tante tuloniane e mai criticato.... ora penso che tra ieri e oggi il nesso ci sia eccome!!!!ci vuole chiarezza nel parlare e farsi carico casomai delle eventuali critiche che ne seguiranno.....buon pomeriggio....
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M-emme

  1 mese/i fa
Ti ringrazio GW per avermi fornito la possibilità di fare delle precisazioni. Le critiche svalutative o distruttive, in modo più o meno diretto, tendono a sminuire l’altro, gli fanno provare vergogna, sono un oltraggio alla sua dignità e una ferita alla sua autostima. Chi rivolge queste critiche, spesso, vuole vincere o dominare l’altro.
Le critiche costruttive o assertive, che io preferisco chiamare confronti, perchè sono convinto che la parola "critica" sia comunque un'accezione negativa, suggeriscono, invece, utili indicazioni per migliorare un comportamento ritenuto inadeguato, dove, appunto, è il comportamento che si vorrebbe diverso e non la persona. Sono riferite come un utile punto di vista con il quale l’altro si può confrontare e col quale può non essere d’accordo. Il confronto costruttivo non si impone, ma lascia sempre lo spazio per il parere di chi lo riceve. Questi confronti di idee non definiscono l’altro come incapace o sbagliato, non lo sminuiscono, soprattutto mai in presenza di persone, davanti a cui potrebbe provare disagio o vergogna. Sono confronti motivati, ovvero viene fornito il “perché” e offrono alternative di comportamento, ovvero la persona non si limita a chiedere cosa vuole ma propone e chiede altre possibilità, favorendo un dialogo con l’altro, valorizzando la sua opinione e le sue proposte. Chi si rivolge a questi confronti non vuole dominare, ma vuole trovare una soluzione comune che porti possibilmente vantaggio ad entrambe le parti.
Ricordiamo comunque che anche il confonto andrebbe fatto di rado, con misura, perché l’eccesso, per quanto rivolto con garbo e seguendo gli accorgimenti sopra elencati, potrebbe essere comprensibilmente recepito dall'altro come non accettazione. Ciao GW, un abbraccio :-)
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boucheron

  1 mese/i fa
Ho riflettuto anch’io sul post di ieri.Alla fine devo dire che quello che hai scritto,lo condivido molto di più dell’altro,che mi è sembrato tutto sommato una critica alla critica.Ma mi chiedo tutto questo parlare è una pura dissertazione filosofica sul concetto critica o si basa su fatti realmente accaduti in questa community?Perche’ se così fosse,forse sarebbe da approfondire di cosa o di chi si parla,altrimenti mi sembra come quando si tira il sasso e subito dopo si ritira la mano!Buon pomeriggio Good
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Robyi72

  1 mese/i fa
Condivido il pensiero, buona giornata
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Crisocolla

  1 mese/i fa
Volendo guardare, il significato primo di "criticare” è “avere la facoltà e la capacità di esaminare e valutare, “saper distinguere”, mentre nell’accezione comune il termine “critica” è diventato sinonimo di “biasimo”, “giudizio negativo”. A livello personale, come tutti del resto, mi sento offesa moralmente solo se nel confronto con il mio interlocutore ricevo, appunto, giudizi gratuiti, inopportuni, insolenti o, addirittura, oltraggiosi; al contrario, quando il confronto è sano ed equilibrato, la critica non può che essere costruttiva e fattiva proprio perché prevalgono quelle “facoltà e capacità” a cui accennavo poc’anzi. In breve, cerco di applicare, in ogni circostanza, un preciso principio: rispetto e onestà intellettuale, lo stesso che, se reciproco, non può che condurre ad un dialogo aperto e assennato. Buona giornata, GW! :))
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Claire_Redfield

  1 mese/i fa
Strega buona,io ogni critica,anche la più ingiusta,l'ho utilizzata per migliorarmi,indipendentemente dallo scopo che muoveva il "criticante",ogni giudizio crudele mi forniva quella prospettiva, quel gradino,a volte quel mezzo gradino, per affinarmi sia nella conoscenza del mio prossimo che di me stessa,non mi sono mai fatta "pat pat " sulla spalla dicendomi "sei perfetta così"
Bacio :)
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gra.drag

  1 mese/i fa
Sono scomode, quanto a volte necessarie, le affilate cesoie della critica, la loro azione spesso fa sorgere un dubbio (non direi amletico), o forse più di uno, sulla motivazione nascosta che muove il criticante verso il criticato, sulla reale obiettività di certi giudizi, se siano dettati dalla necessità di sottolineare qualcosa di sbagliato o più semplicemente guidati da un pregiudizio di fondo verso chi si espone. Come te, penso che una schiera di accondiscendenti yesman, una plaudente e compiacente claque non sia utile allo sviluppo personale, abbiamo tutti bisogno di essere messi di fronte ad altre prospettive e punti di vista differenti per avanzare ad un livello superiore di autoconsapevolezza maturità, se non altro per evitare stasi e stagnazione. Il tempo ci aiuta ad affinare il metro di giudizio, a riconoscere e valutare le critiche palesi, ma anche quelle mascherate e vestite con abiti appariscenti. Io mi pongo un'altra domanda, dato che viviamo in un quadro sociale dove tutto ormai è opinabile e le verità un tempo incontestabili vacillano sotto i colpi del possibilismo, del relatiivismo, del probabilismo, insomma di ogni "ismo" possibile e immaginabile, chi stabilisce che ciò che affermo possa essere oggetto di critica e che la critica che mi viene mossa non sia essa stessa a sua volta criticabile? Mi fermo qui, non vorrei scivolare nei sofismi :D Buona giornata Kate e ottimo spunto di riflessione il tuo. Un abbraccio ; )
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marima56

  1 mese/i fa
Condivido tutto su quello che hai detto ,bisogna fare buon uso della critica perché aiuta a crescere ,non capisco perché non si deve accettare .Se si fa o si dice qualcosa di sbagliato é inevitabile che qualcuno farà la sua critica .Comunque non é possibile piacere a tutti . Buongiorno A good-wich
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renedrive

  1 mese/i fa
Ai bambini viene tipicamente insegnata la nozione che è errato giudicare, mentre viene insegnata tale nozione i genitori stessi giudicano il giovane, cioè, come si dice, predicano bene e razzolano male.
Io non giudico gli altri e mi aspetto che gli altri facciano altrettanto, se non lo fanno non è un problema mia la loro carenza di memoria nel ricordare il concetto di non giudicare, quindi semplicemente ignoro i giudizi.
Quindi niente "navigare nelle acque agitate".
Non mi interessa nemmeno "ricevere solo lodi e le conferme esterne" visto che sono convinto che l'unico giudice delle mie idee e azioni posso essere solo io che solo l'unico a conoscerne il contesto.
Malgrado qualsiasi intervento esterno, di qualsiasi genere, sia ritenuto "positivo" che "negativo" la mia vita e le mie azioni proseguono lungo la via che ho scelto senza venirne intaccate in nessun modo, tranne se celato dietro un giudizio o critica non ci sia una informazione utile da poter utilizzare.
Gestisco un canale YouTube e di critiche, ma anche minacce, ne ho ricevute sempre tante, ma la mia "storia" ha continuato il suo corso senza nessuna alterazione.
Occuparsi del pensiero di altri è una perdita di tempo, bisognerebbe occuparsi solo del proprio pensiero al fine di affinarlo sempre di più.
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