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k.a.t.i.a

  4 mesi fa

Omeopatia.
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Non ho una coscienza ben precisa della materia... perciò riporto solo quello che so!
Ho avuto un'esperienza, un bel po' di anni fa..una dottoressa mi prescrisse una cura a base di 2 tipi di pilloline più un unguento ma si rivelò un vero fallimento. Da quel dì....sono diventata ancor più scettica e riluttante.

Sono sostanze prese dalla natura e possono essere di tre specie: vegetale, animale e chimica.
La sostanza viene diluita (più o meno) in acqua, dipende dal preparato finale.
Ultimo, forse il passaggio più importante è lo "scuotimento" che serve per attivare il preparato.
Ho sentito molto parlare che l’omeopatia riduce ansia e stress, insonnia e disturbi dell’umore...ma niente di più!

La vostra opinione sull'omeopatia?
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emanuele1109

  4 mesi fa
Provo dunque a fare un (non molto) breve riepilogo di cosa sia un prodotto omeopatico, almeno per quello che ne so.
La materia è costituita da atomi e molecole. Lo aveva intuito Democrito 2400 anni fa ed è stato confermato in maniera inoppugnabile da un paio di secoli. Questa non è un'opinione, è un fatto. Chiunque lo neghi, anche se forte di un ampio consenso popolare, ha torto.
Alcune pratiche che si definiscono "medicine" si basano sugli effetti positivi di una determinata sostanza nei confronti di una patologia.
Per la medicina, cosiddetta "tradizionale", funziona così. Ad esempio, esistono batteri che possono causare gravi infezioni. Esistono poi sostanze che, a contatto con questi batteri, ne provocano la morte. Se qualcuno manifesta i sintomi dell'infezione, e si riesce a riconoscerla, gli si somministra l'opportuna sostanza e l'infezione guarisce. Sto semplificando al massimo, ma va più o meno così.
Anche l'omeopatia parte dagli stessi principi. Per curare determinate malattie, bisogna somministrare al paziente determinate sostanze. Lasciamo perdere - anche se ci sarebbe molto da discutere - il principio "Similia similibus curantur" per cui la sostanza necessaria a curare una malattia sia quella che produce sintomi simili a quelli della malattia stessa.
Resta il fatto che, per "curare", si deve far ricorso a delle sostanze opportune che vanno somministrate al malato. Questo è il punto.
Ora viene il bello.
Supponiamo di avere a disposizione un cucchiaino della sostanza in grado di curare una malattia (o di prevenirla, a seconda del caso). Ci si aspetterebbe che la cura consista nel far assumere questa sostanza al paziente. E invece no, non è ancora il momento.
Invece di versare il cucchiaino della preziosa sostanza nella bocca spalancata di chi attende una cura, lo si versa in mezzo litro d'acqua. Forse chi prepara "medicinali" omeopatici non usa proprio l'acqua, ma il principio è lo stesso. Immaginiamo un cucchiaino di farmaco diluito in una bottiglietta da mezzo litro: una parte su cento, in altri termini.
Secondo il farmacista omeopata sarà necessario scuotere la bottiglia, energicamente e a lungo: questo procedimento viene chiamato "succussione". Se potessimo guardare microscopicamente il contenuto della bottiglia, vedremmo la maggior parte di molecole d'acqua e, ogni tanto, qualche molecola del farmaco: una su cento, appunto.
È giunto il momento di porgere la medicina al paziente rimasto a bocca aperta?
Eh no, non ancora. Bisogna prima prendere un cucchiaino del contenuto della bottiglia e versarlo in una nuova bottiglietta d'acqua pura. E scuotere ancora per un po'. Con i nostri potenti mezzi, riusciremmo a vedere - tra i miliardi e miliardi di molecole contenute nella bottiglia - una molecola del farmaco di partenza ogni diecimila. Piuttosto rade, ma sarebbero comunque ancora miliardi di miliardi.
Purtroppo siamo ancora all'inizio. Il procedimento di prelevare solo un cucchiaino del contenuto della bottiglietta per versarlo in una nuova bottiglietta d'acqua pura (e scuotere) continua ancora per la seconda, terza, quarta volta, fino alla dodicesima. Qui facciamo una pausa ed andiamo ad osservare ancora cosa contiene la bottiglia.
Tra le (circa) 20 milioni di miliardi di miliardi di molecole d'acqua, riusciremmo a trovarne solo qualche decina (nella più ottimistica delle ipotesi) del farmaco di partenza. Qualche decina su 20 milioni di miliardi di miliardi.
Per fare un paragone, sarebbe come prendere un'aspirina e, invece di scioglierla in mezzo bicchiere d'acqua, si sciogliesse in una quantità d'acqua pari a quella contenuta sul pianeta Terra. Pensate che riuscirebbe a curare il vostro mal di testa? (Per i più precisi, per ottenere le giuste proporzioni, non si dovrebbe usare tutta la compressa, ma solo un pezzetto corrispondente ad un quattordicesimo).
Questo sarebbe già sufficiente per avere forti dubbi sull'efficacia del farmaco che siamo preparando dopo tutti i nostri sforzi. Ma non è ancora finita.
Il procedimento continua inesorabile. Siamo arrivati solo alla diluizione che si indica con 12CH. Se continuiamo il procedimento, prendendo il nostro solito cucchiaino dall'ultima bottiglietta preparata per versarlo nella bottiglia successiva, del nostro farmaco di partenza - probabilmente - non resterà traccia.
E se fossimo così fortunati da aver pescato qualche molecola per farla vagare, triste e solitaria come la particella di sodio della famosa pubblicità, al passaggio successivo dovremmo rassegnarci ad abbandonarla per sempre.
Da quel punto in poi (siamo al tredicesimo/quattordicesimo passaggio) continueremo a versare acqua nell'acqua e a scuotere (inutilmente) acqua.
Molti "farmaci" omeopatici prevedono di ripetere l'operazione decine di volte (ad esempio, quando si legge sulla confezione 30CH, significa che il procedimento è stato ripetuto per 30 volte)
Per l'Oscillococcinum, usato per l'influenza, l'operazione è ripetuta ben 200 volte (200CH). A proposito, il "farmaco" di partenza viene ricavato a partire dal cuore e dal fegato di anatra muschiata, se può interessare a qualcuno.
In sintesi: si ipotizza che una certa sostanza curi una determinata malattia e si fa di tutto (ma proprio di tutto, visto che basterebbe fermarsi al 13° passaggio) per far sì che della sostanza non resti nulla.
Ora mi chiedo: ditemi come una persona dotata di un minimo di razionalità possa credere che un prodotto omeopatico funzioni, visto che nega i suoi stessi principi.
La domanda non è provocatoria, voglio davvero capire come si possa associare il miglioramento di una qualche patologia (che non metto in discussione possa avvenire) con l'aver assunto un prodotto del genere, fatto semplicemente di acqua, o zucchero, o alcool a seconda dei casi. E nient'altro, indiscutibilmente.
È solo un'opinione che non ci sia nient'altro? Non proprio. Forse non tutti sanno che, se prendessimo un flacone di un "farmaco" omeopatico e togliessimo l'etichetta, non ci sarebbe nessun modo di stabilire di quale "farmaco" si tratti.
NON ESISTE AL MONDO NESSUNO STRUMENTO, NESSUN PROCEDIMENTO, NESSUN SEDICENTE MEDICO O SCIENZIATO CHE SIA IN GRADO DI RICONOSCERE UN PRODOTTO OMEOPATICO ANALIZZANDOLO.
Avete inavvertitamente confuso due flaconi di due diversi rimedi omeopatici? Rassegnatevi, non c'è modo di distinguerli neanche con le più sofisticate tecnologie a nostra disposizione. Non si capisce, dunque, come potrebbe farlo il nostro povero organismo per capire da quale malattia dovrebbe guarire.
Il problema non è quindi stabilire se il principio attivo sia o no efficace (e ci sarebbe da discuterne). La questione è che tutti i prodotti omeopatici sono identici, da questo punto di vista: non hanno nessuna traccia del principio attivo. E questo è un fatto che nessuno potrà mai smentire. Ad di là delle opinioni.
Questo è quanto, ed erano tutti fatti.
La mia opinione è che chi usa prodotti del genere sta sprecando soldi - nella migliore delle ipotesi - o è uno sprovveduto che mette a rischio la propria vita e quella degli altri, nei casi più estremi.
P.S.: Tutti i numeri citati sono stati calcolati rispettando fedelmente le proporzioni. Mi scuso per eventuali errori di calcolo (non determinanti ai fini del ragionamento) che dovessi aver commesso.
1 commenti

GEIM

  4 mesi fa
Non ho esperienze con l'omeopatia.
1 commenti

C5399774m

  4 mesi fa
Io sperimento di tutto. So che per l'omeopatia ci vuole più tempo per ottenere dei risultati. Quando stai male fai di tutto per stare bene. Buonanotte
1 commenti

Vins89Enzo

  4 mesi fa
Ciao gentil Katia, non ho esperienze dirette con l'omeopatia, mi fido della scienza che per il momento non la considera una cura che porti a qualche beneficio :D
1 commenti

Morgan765

  4 mesi fa
Mah, io ho esperienza di omeopatia solo nel mondo animale - dove non credo si possa parlare di effetto placebo - e per la mia esperienza ha funzionato, e nonostante in principio fossi assai scettica non posso dire diversamente. Una parte di me in realtà rifiuta l'idea perché so bene che non c'è alcuna evidenza scientifica, l'altra invece si pone domande e non sa darsi una risposta certa, perché io ho visto con i miei occhi. In soldoni: se uno mi dice che l'omeopatia ha guarito il suo cane dal cancro gli rido senz'altro in faccia, se invece mi dice che l'omeopatia l'ha aiutato a sentire meno dolore gli credo, per esempio. Ti racconto di Morgan: sai che lui veniva dall'Est, quando l'hanno sequestrato insieme ad altri disgraziati come lui io penso che fosse già malato (e asintomatico) ma quando me l'affidarono alla visita che gli fecero risultava comunque sano. Un paio di mesi dopo che era con me l'ho portato al volo a un controllo perché mi sono accorta che aveva sempre sete e questo in un gatto non è normale. Aveva i valori delle transaminasi e della funzione pancreatica fuori dalla grazia di Dio, forse un'epatite, forse una qualche medicina che quei delinquenti di cagnari gli avevano dato, non s'è mai saputo con certezza, sta di fatto che il fegato era messo male e il vet mi disse che sarebbe stato meglio, almeno in questa prima fase iniziale, non aggredirlo con medicine che il suo fegato non avrebbe tollerato, da qui un "proviamo con l'omeopatia" che quasi mi fece venire un infarto 1) perché mai prima d'allora m'aveva parlato nemmeno per sbaglio dell'omeopatia 2) perché non ero mica d'accordo, ma per nulla proprio. Mi sono 'fidata' a suon di bestemmioni, ho passato un paio di mesi pensando che lo stavo ammazzando e che non mi sarei mai perdonata, ho sentito altri due veterinari che però mi hanno consigliato di aspettare a fare per lo meno il primo controllo dopo questa "cura" (e ho il sospetto che l'abbiano consigliato più per "sbatterci il muso", visto che davo fiducia a una cosa simile, che per altro). Però...però al controllo sia i valori delle transaminasi che quelli del pancreas erano quasi tornati normali. Non perfetti, mi avevano avvertita subito che il fegato mai sarebbe tornato normale, ma incredibilmente buoni e accettabilissimi per vivere senza grossi problemi. Morgan è vissuto 14 anni e mezzo alternando la medicina omeopatica a quella allopatica, e non è morto per il suo fegato semi-distrutto ma per un'insufficienza renale acuta per la quale nessuna medicina ha potuto far nulla. Te abrazo, mi amorrrrrrr ;))))))
9 commenti

boucheron

  4 mesi fa
Ciao credo nella medicina tradizionale che faccia bene o male!Tranne ma non so se è omeopatico o lo si può definire tale il cbd.Buona serata
1 commenti

macheroba

  4 mesi fa
Anch'io come Mari.G. ho preso e di rado farmaci prescritti dal medico. Quello che assumo per curarmi deve essere supportato da evidenze scientifiche e non prenderei mai nulla che ha giovato a qualcun altro, non conosco i principi su cui si basa l omeopatia ma so che in alcuni ospedali sono presenti medici omeopati
4 commenti

Mari.G.

  4 mesi fa
Ciao Katia, le rarissime volte in cui non sono stata bene ho preso solo medicinali prescritti dal medico, niente di omeopatico. Finché non viene provata scientificamente la sua efficacia, per me l'omeopatia funziona solo come aneddotica ;)
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pakoespo

  4 mesi fa
Ne ho sentito parlare molto, conosco poco la materia. Per adesso mi affido al vecchio medico di famiglia.
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isabella82

  4 mesi fa
Mai provato prodotti omeopatici, non saprei...ciao, buona serata:)
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